Project Description

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Camminare come pratica estetica

per la fotografia urbana e del paesaggio

9 e 10 giugno 2018 

a cura di Nicola Mazzuia

IL LABORATORIO SI TERRÀ INTERAMENTE IN TERRAFERMA

Un laboratorio che si pone l’obiettivo di introdurre i partecipanti alla libera pratica della deriva.

Dopo una approfondita panoramica teorica sulla storia del camminare e sulle implicazioni estetiche dell’azione umana sul territorio, partiremo con l’intenzione di perderci, lontani dalle connessioni e dalla fretta, per un viaggio alla ricerca di una visione che, se avremo fortuna, sarà anche fotografabile.

 

Sinossi del laboratorio:

Descrizione

Il laboratorio sviluppa una metodologia di lavoro per la produzione di progetti fotografici basati sulla pratica del camminare. La presenza cosciente all’interno di uno spazio ha il potere di trasformare la percezione dell’ambiente stesso e consente lo sviluppo di nuovi punti di vista personali. Affrontare la camminata come atto creativo e cognitivo ci apre la possibilità di focalizzare l’attenzione, permettendoci di osservare i dettagli del paesaggio attraverso un nuovo modo di guardare, scoprendo come funziona lo sguardo per imparare a vedere.

L’approccio teorico si basa su una storia della percezione del paesaggio attraverso l’atto del camminare:
dal nomadismo primitivo fino alle avanguardie artistiche del primo Novecento, dall’internazionale situazionista passando per la land art e coinvolgendo gli studi di autori come Ansel Adams, Luigi Ghirri e Gabriele Basilico oltre alle visioni di architetti, geografi e filosofi come Francesco Careri, Eugenio Turri e Giorgio Agamben. L’atto di muoversi con le proprie gambe è concepito non solo come uno strumento per la configurazione del paesaggio, ma come una forma autonoma di arte, uno strumento estetico di conoscenza e modifica fisica dello spazio attraversato che diventa un intervento urbano che, filtrato attraverso la pratica fotografica, può imprimere nuova energia creativa alla creazione di immagini.

Nella parte pratica del laboratorio ci lasceremo condurre e istintivamente concederemo ai nostri sensi di perdere l’orientamento, cammineremo all’interno del paesaggio veneto attraversando fisicamente lo spazio laddove normalmente nessuno andrebbe, alla scoperta della propria visione e dei propri limiti.

Obiettivi

Imparare a riconoscere e a lavorare con le strutture costitutive dei preconcetti e dei luoghi comuni, decostruendo gli stereotipi secondo modelli filosofici che coinvolgono la fenomenologia husserliana e il concetto di esperienza in Giorgio Agamben.

Apprendere a maneggiare gli strumenti teorici proposti reinterpretando in chiave personale e creativa gli stimoli raccolti.

Familiarizzare con le nozioni di deriva, territorio e paesaggio nella storia dell’arte, per costruire un punto di osservazione dal quale iniziare un’esplorazione.

Esplorare il territorio e il paesaggio con una metodologia sperimentale ed empirica, impegnandosi in una lotta personale con sé stessi per affrontare i disagi e la paura dell’ignoto, spingendoci fino ad abbandonare la nostra zona di comfort per incontrare nuovi punti di interesse e di osservazione.

Sviluppare un progetto artistico personale, applicando le risorse formali e riflessive raccolte attraverso l’esperienza diretta di relazione col contesto e con la logiche del territorio e del paesaggio.

Analisi delle opere prodotte in relazione ad artisti che lavorano attorno alla deriva, al territorio e al paesaggio.

Contenuti

Parte teorica (presso “Gruppo di Lavoro Piave 67 . Via Piave 67, Mestre)
saranno sviluppati collegamenti multidisciplinari attraverso riflessioni preliminari sull’urbanizzazione e le opere d’avanguardia del 1900, affronteremo l’analisi dell’Internazionale Situazionista, aspetti del pensiero di Guy Debord e lo sviluppo della Psicogeografia.
Gli esercizi di osservazione della città saranno introdotti da una riflessione fenomenologica sull’esperienza (Giorgio Agamben) e sullo sguardo (John Berger); e in relazione al paesaggio urbano saranno introdotte dalle idee della deriva situazionista, che affrontano l’atto del camminare come pratica estetica.

Parte practica:
• Esercizi di osservazione della città nella città
• Uscite sul campo e lavoro individuale con la supervisione del docente
• Discussione collettiva a conclusione delle presentazioni dei lavori personali
• Cenni di post produzione digitale delle immagini (ove necessario)

Metodologia didattica

Il laboratorio è pensato per svolgersi in due sessioni intensive separate, divise su due giorni (sabato e domenica, massimo 8 partecipanti)
• 4h di lezione teorica (con l’ausilio di materiale audiovisivo))
• 8-10h di pratica sul campo e di uscita in gruppo

Requisiti tecnici

Per partecipare al laboratorio è richiesta una conoscenza di base del mezzo fotografico (uso di tempi e diaframmi), è necessario inoltre avvalersi di strumentazione digitale per poter accedere immediatamente alle immagini realizzate, vista la natura intensiva del corso. Si consiglia inoltre di avvalersi di un buon paio di scarpe comode e robuste.

Bibliografia Minima

Francesco Careri, Walkscapes. Camminare come pratica estetica. Einaudi 2006
Francesco Careri, Constant. New Babylon, una città nomade. Testo e Immagine (Italia) 2001
Giorgio Agamben – Infanzia e Storia. Einaudi, 2001
Henry David Thoreau. Camminare. Mondadori, 2009
Guy Debord – La società dello spettacolo. Baldini & Castoldi, 2013
Robert Walser. La passeggiata. Adelphi, 1976
Aldous Huxley. L’arte di vedere. Adelphi, 1989.
John Berger. Qui, dove ci incontriamo. Bollati Bolinghieri, 2015
John Berger. Sul guardare. Saggiatore, 2017
John Berger. Modi di vedere. Bollati Bolinghieri, 2015
Giuliana Bruno, Atlante delle emozioni: in viaggio tra arte, architettura e cinema. Bruno Mondadori, 2007 Vincenzo Trione – Effetto Città. Bompiani (Italia), 2014
Eugenio Turri, Antropologia del paesaggio. Marsilio, 2008
Eugenio Turri, Il Paesaggio come teatro. Marsilio, 2001
Eugenio Turri, La megalopoli padana. Marsilio, 2000
Eugenio Turri, Il paesaggio e il silenzio. Marsilio, 2004
Marianella Sclavi – Arte di ascoltare e mondi possibili. Bruno Mondadori, 2003

Filmografia suggerita

Stalker – Andreij Tarvovskij
Following – Christopher Nolan
Ferro 3 (Bin-jip) – Kim Ki Duk
Fino alla fine del mondo – Wim Wenders
Broken Flowers – Jim Jarmush
Kikujiro – Takeshi Kitano
Dark Night – Tim Sutton

Costo del laboratorio: 90€ 
(minimo 5 massimo 8 partecipanti)

INFORMAZIONI SUL PAGAMENTO
Una volta effettuato il versamento della quota, la stessa potrà essere restituita solo ed esclusivamente in caso di rinuncia alla partecipazione da parte degli iscritti entro 15 giorni dalla data d’inizio del corso. Il rimborso sarà altresì possibile nel caso in cui ISOLAB decida di annullare l’attività per cause di forza maggiore. Il rimborso non sarà possibile nel caso di rinuncia alla partecipazione a corso iniziato.