Project Description

07.02.2015

ore 18.30

“Kiev – Maidan – Un anno dopo”

Incontro con Jacob Balzani Lööv

Una riflessione fotografica sui fatti di Maidan avvenuti un anno fa attraverso il racconto di Jacob Balzani Lööv durante i mesi trascorsi a Kiev.

Ucraina: Il diritto di essere ascoltati

Dalla fine di novembre 2013 a gennaio 2014, la piazza principale di Kiev, Majdan Nezaležnosti o piazza dell’Indipendenza, è stata pacificamente occupata: Si richiedeva al presidente Viktor Janukovyč di non abbandonare la procedura di integrazione dell’Ucraina nel Unione Europea. La posta in gioco è il sogno di appartenere a un’Europa garante di libertà e diritti umani, per fermare l’enorme corruzione e i privilegi degli oligarchi. Durante questi due mesi gli occupanti della piazza sono stati sistematicamente ignorati dal governo e presentati come un fenomeno da circo sui canali nazionali.

I giovani che in gran parte compongono la piazza sono la prima generazione nata dopo il collasso dell’Unione Sovietica e l’indipendenza dell’Ucraina più di vent’anni prima. Molti si definiscono nazionalisti e vogliono un’Ucrainarealmente sovrana e indipendente, avvicinarsi all’Europa significa anche allontanarsi dall’ingerenza della Russia di Putin nella politica nazionale. Molte sono anche le persone più anziane che decidono di portare il loro aiuto e la loro esperienza dopo aver assistito ai violenti tentativi di sgombero di Majdan, per loro, nonostante l’indipendenza e la Rivoluzione d’Arancio del 2004, le condizioni di vita non sono migliorate e la disparità economica è solamente aumentata.

Col passare dei giorni, mentre il governo rinforza i legami con Mosca accettando un regalo di 15 miliardi di dollari e un forte sconto sul prezzo del gas, i manifestanti chiedono ormai nuove elezioni, una diminuzione costituzionale dei poteri del presidente e le sue dimissioni.

In risposta all’approvazione di nuove leggi che trasformano in criminali tutti gli occupanti di Majdan, il 18 gennaio la protesta diventa violenta e gruppi di hooligans di tutto il paese si affiancano ai dimostranti in un crescente clima di tensione che terminerà con più di cento morti in piazza e la fuga di Janukovyč. La sua tenuta, simbolo di corruzione, viene successivamente occupata. Mentre il governo ad interim cerca a fatica di riorganizzarsi e organizzare nuove elezioni la Crimea viene invasa, numerosi manifestanti si iscrivono all’esercito e, la risoluzione dei problemi per cui si era tanto lottato viene posticipata a più tardi, a guerra finita…

“Se rifarei Majdan?”, si chiede ad Aprile, Olesja Goryainova, 19, una studentessa che ha vissuto in piazza sin dagli inizi, “Sì, certo. E’ stata molto più che una rivoluzione. Se fossi stata uccisa anch’io, sono convinta che non sarebbe stato inutile. Penso che le persone torneranno in piazza ogni volta che ci saranno nuovi problemi. Siamo pronti e abbiamo visto che uniti possiamo davvero cambiare le cose.”

BIO:

Jacob Balzani Lööv, nato a Milano nel 1977, considera il suo lavoro giornalistico come una forma di attivismo in cui cerca di informare in modo bilanciato e autentico. Nel 2012 ha conseguito un Master in Fotogiornalismo e Fotografia Documentaria al London College of Communication. Curioso dei processi e dei legami tra diversi sistemi, nel 2003 si è laureato in Scienze Ambientali. Il suo amore per la montagna l’ha spinto a lavorare con il Politecnico Federale di Zurigo sullo Jungrauoch (3580m), la più alta stazione di ricerca delle Alpi Svizzere. Nel 2007, grazie ai dati raccolti sul trasporto d’inquinanti a livello globale, ha conseguito un dottorato. Profondamente attratto dagli eventi mondiali, dopo aver osservato, durante numerosi viaggi, quanto velocemente e drammaticamente il mondo stia cambiando, ha deciso di abbandonare il suo lavoro scientifico e di impegnarsi a tempo pieno nella fotografia. Jacob Balzani Lööv, lavora nel mondo per Greenpeace e diverse ONG. Esperto di Est Europa e Caucaso, collabora regolarmente con Al Jazeera English e Eurasianet. Il suo lavoro è stato pubblicato da numerose testate come Newsweek, The Guardian, The Wall Street Journal, CBS News e Vice.

Per maggiori informazioni vistate la pagina ufficiale del fotografo: www.lordcob.com

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